Susanna Esposito a Rai Radio 1: un punto di vista scientifico sulle nuove misure di contenimento del virus

Susanna Esposito, pediatra e infettivologa, è stata ospite della puntata del 3 novembre di “Tra poco in Edicola”, in onda su Rai Radio 1. In qualità di Professore Ordinario di Pediatria presso l’Università di Parma e Presidente dell’Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici (WAidid) ha trattato il delicato tema del lockdown in Italia, esaminando le misure intraprese dal Governo da un punto di vista scientifico.
“Quando vi è una malattia infettiva, si calcola la capacità del virus di replicarsi. L’indice RT indica il tasso di riproduzione, cioè il numero di soggetti contagiati da un soggetto infetto nell’unità di tempo. Più il valore sale, più significa che un singolo soggetto è in grado di infettare più soggetti”, ha spiegato Susanna Esposito: nelle regioni italiane con indice Rt superiore a 1,5, la diffusione del virus aumenta di molto. Le misure restrittive portate avanti dal Governo si sono quindi rese necessarie a seguito della valutazione di moltissime variabili. L’indice Rt stesso può venire influenzato da diversi elementi, come ad esempio l’immunizzazione della popolazione e le misure antinfettive implementate (situazione normale o di lockdown). “Sotto l’1,5 il sistema regge, ma al di sopra di questo valore spesso diventa difficile refertare i tamponi in tempo utile per procedere all’isolamento dei casi positivi e per monitorare l’epidemia. In Italia solo una fetta modesta di popolazione ha già contratto il virus, la situazione richiede quindi cautela”, ha commentato Susanna Esposito, precisando che a fronte di una epidemia è inevitabile doversi muovere in rapporto all’andamento dei dati: impossibile quindi predire con precisione cosa succederà nelle settimane successive e agire in anticipo. La soluzione può ritrovarsi, di fatto, nel lockdown pulsato, un atteggiamento di stop & go con lockdown mirati dalle 2 alle 3 settimane. “Inutile parlare oggi dei focolai nati ad agosto, nelle discoteche e nei luoghi di villeggiatura: la diffusione attuale è causata dalla ripresa degli impegni autunnali e dallo svolgersi delle attività quotidiane a pieno regime (soprattutto trasporti e lavoro)”.
“Il concetto di libertà va interpretato non come ‘fare ciò che si vuole’, ma come ‘fare ciò che è giusto’. Alcuni vincoli sono posti dalle necessità di tutelare la salute pubblica”, ha spiegato la professoressa.
Ovviamente la questione della tutela delle attività produttive e dei settori più colpiti rimane un argomento complesso: è vero che i ristoratori hanno investito molto nella sicurezza, ma di fatto nei ristoranti si mangia senza mascherina e seduti vicini allo stesso tavolo con parenti e amici. Superati certi livelli di circolazione del virus, lo stop diventa necessario.

Per ascoltare l’intervento:
https://www.raiplayradio.it/audio/2020/10/TRA-POCO-IN-EDICOLA-984561b1-7ab7-444d-a594-26b2ad8d7d41.html