Come si comporta il Coronavirus con i bambini: l’intervista di Susanna Esposito

Oltre che “invisibile”, il nuovo Coronavirus è un nemico che risulta ancora poco conosciuto: la scienza al momento non è ancora in grado di spiegarne alcuni aspetti sotto il punto di vista sia epidemiologico che clinico. Un esempio è il modo in cui il virus ha interessato i bambini. Susanna Esposito, infettivologa e Professore Ordinario di Pediatria all’Università di Parma, è stata intervistata da “Umbria Journal Tv” con l’obiettivo di chiarire le diverse notizie, voci e dicerie che circolano sull’argomento.

Al momento è noto che i bambini hanno la stessa probabilità di ammalarsi degli adulti, tuttavia circa l’80-90% dei casi presenta un’infezione asintomatica o paucisintomatica: “Un punto importante è quello della ridotta risposta infiammatoria che sembra caratterizzare il bambino, che tende a innescare con meno frequenza il meccanismo che sembra alla base delle complicanze da SARS-CoV-2”. Una risposta simile avviene anche nelle donne gravide: durante la gestazione il corpo sviluppa un sistema di immunoregolazione che riduce determinate risposte infettive.

Sembra inoltre essere ormai certo che l’infezione non si trasmetta “verticalmente”, ossia da madre a neonato: “Abbiamo in pubblicazione a brevissimo quattro casi di figli di donne positive in gravidanza che hanno partorito bambini poi di fatto negativi, dimostrando che il parto può essere effettuato anche per via vaginale in quanto non sembra esserci la trasmissione verticale dell’infezione. Anche il latte materno non sembra essere infettato dal SARS-CoV-2: durante l’allattamento dunque è sufficiente, in caso di genitore positivo, utilizzare le normali precauzioni del caso o semplicemente un tiralatte”.

La bassissima letalità del virus registrata in età pediatrica e il fatto che la quasi totalità dei bambini è stata infettata dai genitori hanno portato la Professoressa a considerare una possibile riapertura anticipata delle scuole: “In Italia non abbiamo famiglie che sono state infettate dai bambini, ma la situazione opposta: la chiusura degli Istituti scolastici ora non appare più una strategia vincente. Certo, non siamo ancora al “tutti a scuola” – conclude Susanna Esposito – ma è bene che si incominci a pensare e a programmare dei meccanismi che possano tutelare i bambini nel momento in cui torneranno in aula, come ad esempio il controllo delle distanze, l’obbligo delle mascherine e una corretta informazione sull’igiene personale”.

Per visualizzare l’intervista completa:
https://www.youtube.com/watch?v=NF8qUoDpnKA&feature=youtu.be