Virus Zika: cos’è e come si trasmette

L’infezione da virus Zika è stata definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità una vera e propria emergenza per la salute pubblica globale. Mentre medici e scienziati continuano a studiare nuove possibili cure, cresce, specialmente nelle donne in gravidanza, il timore di un contagio. Recenti studi mettono in evidenza come alcuni tipi di vaccini ancora in via di sperimentazione ma che sembrerebbero aver avuto un esito positivo nei topi, potrebbero rappresentare un’arma efficace contro Zika. Tuttavia, ad oggi, l’unica forma di prevenzione consiste nell’adottare alcuni accorgimenti come evitare viaggi nei Paesi ad alto rischio di contagio ed utilizzare repellenti per la pelle. Ma cos’è esattamente il virus Zika? Conosciamolo meglio.
Un virus che ha origine in Uganda
Il virus Zika deve il suo nome alla foresta di Zika in Uganda dove nel 1947 venne isolato per la prima volta in un macaco. La sua presenza negli esseri umani è stata invece riscontrata per la prima volta nel 1968 in Nigeria. Zika deriva dalla famiglia Flaviviridae, ed è imparentato con i virus responsabili di malattie come la dengue, la febbre gialla, l’encefalite del Nilo occidentale e quella giapponese. Ha già colpito diversi Paesi nel mondo, soprattutto Centro e Sud America, provocando uno stato di allarme generale, amplificato dai media. In realtà, in Italia, più che di uno stato di allarme si può parlare di uno stato di allerta.
Ciò non significa che nel nostro Paese il rischio non esiste. In passato, anche in Italia, ci sono stati vari casi di patologie infettive provocate da punture di zanzare. È il caso ad esempio del virus di West Nile che, da paesi lontani come l’Africa e l’Asia, è arrivato fin da noi colpendo alcune regioni in particolare, come l’Emilia Romagna.
Come avviene il contagio
La trasmissione del virus Zika avviene attraverso la puntura di zanzare del genere Aedes cui appartengono anche la zanzara tigre e la zanzara responsabile della febbre gialla. In pratica la zanzara punge una persona già infetta e quando ne punge un’altra le inietta il virus. Il virus è presente anche nel sangue e per questo potrebbe trasmettersi tramite trasfusioni. Zika è stato inoltre isolato nel liquido seminale ed esiste quindi un rischio di contagio mediante rapporti sessuali.
Quali sono i sintomi?
Il virus Zika si manifesta generalmente con:
- Febbre
- Spossatezza
- Dolori articolari
- Congiuntivite
- Eruzioni cutanee
Si tratta di una sintomatologia riconducibile a molte altre infezioni virali e per questo non è possibile la diagnosi solo sulla base del quadro clinico. Purtroppo non esiste ancora un test rapido ed è necessario un test molecolare molto specifico poiché essendo simile ai virus che causano la febbre gialla e la dengue può dare falsi positivi.
Il virus Zika nelle donne in gravidanza
A temere maggiormente il virus Zika sono le future mamme in quanto il virus potrebbe provocare gravi malformazioni nel feto, come le microcefalie. Tuttavia non tutte le madri contagiate lo trasmettono ai figli: la possibile trasmissione del virus da madre a figlio può dipendere da diversi fattori come trimestre di gravidanza nel quale si viene infettate, sistema immunitario materno e carica virale. In realtà il rischio è molto più alto in presenza ad esempio di rosolia in gravidanza, dovuta ad un’insufficiente copertura vaccinale, che può comportare problemi di sviluppo del feto.
È sconsigliato, per le donne in gravidanza, viaggiare nelle aree interessate dalla presenza accertata del virus.
Come difendersi
Per proteggersi dal virus Zika è importante adottare alcune precauzioni, specialmente se sono previsti viaggi in luoghi dove esiste un alto rischio di contagio. Nello specifico è bene dormire in stanze con aria condizionata e con zanzariere, evitare ambienti con acqua stagnante, coprire il più possibile ogni parte del corpo, utilizzare cappelli e vestirsi con colori chiari, utilizzare repellenti per la pelle. Attualmente, è bene ricordarlo, non esiste ancora alcun vaccino o terapia.
