Manifesto Vaccini contro l’Influenza: i punti chiave

L’influenza comporta ogni anno una serie complicazioni, soprattutto per alcune categorie più deboli. Come si evince dai dati rilasciati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, ogni anno l’influenza colpisce il 5-10 per cento della popolazione mondiale, con 3-5 milioni di casi che presentano serie complicanze e provocano fino a 650.000 decessi.

Ancora oggi, nonostante questi dati allarmanti, l’influenza è ancora troppo spesso sottovalutata e non ci sono sufficienti indicazioni a prendere l’unico provvedimento davvero difensivo: il vaccino. Per questa ragione, lo scorso aprile a Bruxelles è stato presentato il primo Manifesto europeo sulla vaccinazione contro l’influenza. Ecco i punti chiave del Manifesto.

L’obiettivo del Manifesto: incrementare le politiche sulla vaccinazione influenzale

Una raccomandazione emanata dal Consiglio europeo già nel 2009 chiedeva a tutti i Paesi di impegnarsi per raggiungere un tasso di copertura vaccinale pari almeno al 75 per cento, percentuale sufficiente per limitare il tasso di diffusione dell’influenza ed eliminare le malattie prevenibili da vaccino.

A distanza di quasi 10 anni, purtroppo, siamo ancora lontani da questo traguardo, nonostante l’impegno congiunto della Commissione europea e del Parlamento Europeo nel sostenere politiche di vaccinazione.

Il Manifesto nasce, dunque, da un grande impegno a livello europeo per sensibilizzare i Governi a promuovere politiche vaccinali efficaci, ed è il primo passo verso una politica coesa sull’importanza della vaccinazione contro l’influenza (così come accade già negli Stati Uniti).

Attraverso il Manifesto, il Gruppo Direttivo ha delineato nuove azioni per aumentare le coperture vaccinali sostenendo l’importanza della vaccinazione contro l’influenza, diffondendo conoscenza, consapevolezza e fiducia riguardo il ruolo dei vaccini.

Il Gruppo Direttivo chiede ai Paesi di aderire a politiche efficaci per aumentare le coperture vaccinali e contrastare la diffusione dell’influenza che, nonostante sia una malattia troppo spesso sottovalutata, è in realtà particolarmente pericolosa per i soggetti più a rischio di sviluppare gravi complicanze: over 65, persone con malattie croniche, donne in gravidanza e bambini nei primi 5 anni di vita.

Vaccini influenzali: il panorama italiano

Se da una parte l’influenza rappresenta una malattia pericolosa per la vita, soprattutto per i gruppi di persone vulnerabili, di contro la vaccinazione influenzale è una delle più grandi conquiste mediche del secolo scorso; in Italia, come nel resto del mondo, è una delle misure di sanità pubblica maggiormente efficaci e sicure, nonché economicamente vantaggiosa perché gratuita per molte categorie.

Oggi la vaccinazione influenzale svolge un ruolo chiave nella lotta contro la resistenza antimicrobica, riducendo l’incidenza delle infezioni virali e diminuendo la prescrizione di antibiotici, quindi riducendo un fenomeno pericoloso noto come antibiotico-resistenza, secondo il quale questi farmaci, se presi spesso e in quantità, finiscono per divenire mediamente meno efficaci.

Nonostante questi numerosi vantaggi, i dati dimostrano che i tassi di copertura delle vaccinazioni influenzali rimangono bassi nella maggior parte dei Paesi europei e sono addirittura in calo in molti di essi. Questa tendenza è dovuta alla scarsa informazione sui benefici dei vaccini e alla sottostima delle conseguenze che potrebbe causarne l’assenza. È ancora diffusa l’idea che l’influenza si possa superare senza difficoltà e che, al contrario, sottoporsi a un vaccino possa causare effetti collaterali importanti.

Comprendere la sicurezza e i benefici della vaccinazione contro l’influenza, il suo impatto sulla trasmissione delle infezioni e la riduzione della gravità della malattia è fondamentale nel contesto delle attuali sfide affrontate dai sistemi sanitari dell’UE.

Affrontare le sfide dell’influenza in Europa richiede approcci multidisciplinari, incentrati sulle persone e su tutto il sistema sanitario alla consapevolezza delle malattie, alla formazione e all’assistenza integrata.

Il ruolo dei governi e degli enti sanitari

Ecco le mansioni a carico degli enti sanitari e dei governi dell’UE elencati nel testo del Manifesto:

1) Riconoscere il pericolo rappresentato dall’influenza e l’importanza della sua prevenzione attraverso risorse adeguate ad affrontare la malattia, lo sviluppo e l’effettiva attuazione dei programmi nazionali di vaccinazione contro l’influenza, includendo l’istituzione di obiettivi di tassi di copertura vaccinale nelle politiche nazionali.

2) Assicurare un monitoraggio appropriato e accurato dell’epidemiologia, del carico di malattia e dei tassi di copertura vaccinale, per consentire la valutazione dei programmi nazionali di vaccinazione influenzale e una comunicazione chiara che raggiunga tutta la popolazione.

3) Riconoscere il legame tra il livello di copertura vaccinale e la riduzione del rischio di pandemia.

4) Prestare attenzione all’importanza della vaccinazione influenzale all’interno dei gruppi a rischio e al peso della malattia tra questi gruppi, assicurando che le singole necessità siano ascoltate nei programmi nazionali di vaccinazione influenzale.

5) Promuovere la diffusione della vaccinazione influenzale tra tutti gli operatori sanitari per fornire un esempio positivo e soddisfare un obbligo etico nei confronti dei cittadini.

La via del dialogo per sviluppare la consapevolezza della gravità dell’influenza

Per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza e la sicurezza della vaccinazione contro l’influenza e ripristinare la fiducia nella vaccinazione influenzale per migliorare l’aderenza, il Manifesto raccomanda di attivare un dialogo che coinvolga tutti i soggetti interessati nel progetto di sviluppo vaccinale, in particolare includendo gli operatori e le autorità sanitarie. È consigliata l’organizzazione di programmi di formazione sulla vaccinazione e sui rischi dell’influenza per gli operatori sanitari che dovranno apprendere i modi migliori per interagire e ascoltare i cittadini quando discutono della necessità di vaccinare, affrontando i miti e le ipotesi sulla vaccinazione.

È importane assicurarsi che i gruppi a rischio comprendano che esiste un serio pericolo per la propria salute se contraggono l’influenza.

Infine, si deve riconoscere il contributo della vaccinazione influenzale nella lotta contro la resistenza antimicrobica: sottoporsi al vaccino riduce le infezioni batteriche secondarie (come la polmonite) e permette di conseguenza di evitare l’uso eccessivo degli antibiotici.

 

Vuoi saperne di più sulla Prof.ssa Esposito, Presidente della Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici (WAidid) e Professore Ordinario di Pediatria e Direttore della Scuola di Specialità in Pediatria presso l’Università degli Studi di Perugia?

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