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Prevenire influenza e infezioni respiratorie nel bambino

La prevenzione delle sindromi influenzali e respiratorie in età pediatrica è uno dei temi emersi durante il 35°  Congresso Nazionale di Antibioticoterapia in età pediatrica a Milano. Con l’arrivo dell’inverno cresce il pericolo influenza; proprio per questo motivo, come si evince dal Calendario per la Vita 2016, attualmente al vaglio del Ministero della Salute, pediatri e medici di medicina generale raccomandano il vaccino antinfluenzale da estendere anche al bambino sano in età prescolare in quanto la vaccinazione resta il mezzo più efficace di prevenzione.

Le fasce più a rischio

I bambini fino ai 5 anni di età, gli anziani e tutti coloro che soffrono di malattie croniche gravi rappresentano le categorie più a rischio. In questi soggetti infatti l’influenza può avere un decorso particolarmente negativo soprattutto quando i virus responsabili dell’infezione sono strutturalmente diversi da quelli in circolazione negli anni precedenti, come si verifica nelle pandemie.

Esistono numerosi fattori per considerare il bambino, anche quello sano, come target di interesse per la vaccinazione contro l’influenza:

  • Il bambino da 0 a 5 anni si ammala d’influenza circa 10 volte più di frequente dell’anziano e circa 5 volte più dell’adulto
  • Il bambino da 6 a 14 anni si ammala d’influenza circa 8 volte più di frequente dell’anziano e circa 4 volte più dell’adulto
  • I bambini rappresentano i principali soggetti responsabili della trasmissione dell’influenza nella popolazione
  • L’ospedalizzazione per influenza del bambino sotto i 2 anni avviene con proporzioni superiori a quelle del paziente anziano

Il vaccino quadrivalente

Accanto al vaccino trivalente preparato con due tipi di virus del gruppo A, l’A/H1N1 e l’A/H3N2, e un virus del gruppo B, i principali responsabili dell’influenza nell’uomo, sono stati sviluppati vaccini quadrivalenti che includono ambedue i ceppi del virus B (B-Victoria e BYamagata). Questo perché i dati epidemiologici hanno dimostrato la concomitante e consistente presenza dei due ceppi del gruppo B con una predominanza o importante circolazione del ceppo non presente nel vaccino e, conseguentemente, con un maggior rischio di complicanze per la popolazione target della vaccinazione.

L’inclusione di ceppi dei due lineage di virus B (Yamagata e Victoria) è pertanto raccomandata per i vaccini antinfluenzali da utilizzare da ora in poi, e quindi i vaccini quadrivalenti andranno progressivamente a sostituire per raccomandazione gli attuali vaccini split o subunità trivalenti a partire dai 3 anni di età (in quanto attualmente sono ancora in corso studi di efficacia e sicurezza per l’approvazione anche nei primi 3 anni di vita).

Gli immunostimolanti nelle infezioni respiratorie

Si stima che nel nostro Paese circa il 25% dei bambini nei primi anni di vita soffra di infezioni respiratorie ricorrenti (IRR), principalmente a causa del sistema immunitario non ancora pienamente sviluppato e di altri fattori come quelli ambientali. Attualmente la somministrazione di immunostimolanti/immunomodulatore OM-85 sembrerebbe essere una delle strategie più efficaci di prevenzione.

Dati recenti sebbene non ancora definitivi hanno dimostrato, poi, il ruolo primario del microbiota respiratorio e intestinale nell’aumentare il rischio di recidive respiratorie e l’impatto negativo degli antibiotici sul microbiota. Queste informazioni risultano essere di particolare interesse considerando che alcuni immunostimolanti/immunomodulatori agiscono proprio sull’immunità innata intestinale a seguito della somministrazione per via orale.

Il ruolo del microbiota

Particolare importanza ha poi il microbiota intestinale, cioè il patrimonio genetico dei batteri che servono al nostro organismo per i processi vitali, nella maturazione del sistema immunitario, nell’assorbimento di vitamine e minerali e nello sviluppo del comportamento. Secondo recenti studi, infatti, sembrerebbe esserci una correlazione tra intestino e cervello: un’alterazione del microbiota ,determinata da infezioni batteriche o uso eccessivo di antibiotici, potrebbe contribuire allo sviluppo di disturbi infiammatori del tratto gastro-intestinali, allergie, obesità, diabete e non ultimo ai sintomi dell’autismo. In tale contesto particolare rilievo assumono i probiotici in grado di proteggere la salute dell’intestino e dell’intero organismo, prevenendo anche importanti patologie respiratorie. 

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