Le vaccinazioni in età pediatrica

susanna esposito vaccinazioni in età pediatrica

Oggi sul tema delle vaccinazioni in pediatria sono ancora molti i pareri contrastanti. Tante mamme, nel momento in cui devono vaccinare i propri figli, si domandano: “Faccio bene oppure no a sottoporre il mio bambino alle vaccinazioni? Offrirò dei vantaggi importanti alla sua salute o invece lo esporrò ad altri rischi?”

Grazie alla mia esperienza di mamma, pediatra e infettivologa a Milano posso affermare con certezza che i vaccini rappresentano la più efficace prevenzione contro malattie infettive, alcune delle quali ritenute a torto scomparse definitivamente dal territorio.

Perché per me la pediatria è fondamentale

susanna esposito campagna vaccini

La Prof.ssa Susanna Esposito durante la campagna di sensibilizzazione #vacciniamoci

Dopo tanti anni di lavoro ho capito che il mio ruolo di pediatra e infettivologa è prima di tutto una grande passione. Vengo da una famiglia di medici. Sono figlia di un infettivologo universitario, da sempre dedito allo studio di queste patologie nell’adulto, e di una pediatra di famiglia.
Forse è anche grazie a loro, ai miei genitori, che ho scelto di intraprendere questa professione, un lavoro affascinante che mi consente di essere da un lato tutti i giorni a contatto con le famiglie e dall’altro di dedicarmi alla ricerca scientifica nell’ambito dell’infettivologia pediatrica in bambini sani e in quelli portatori di malattie croniche, con particolare interesse verso nuovi farmaci antinfettivi o lo sviluppo di nuovi vaccini.

Durante il mio percorso professionale ho avuto inoltre la fortuna di incontrare il professor Nicola Principi che è stato per me un maestro, una vera e propria guida non solo dal punto di vista accademico ma anche umano. Lui mi ha aiutata a credere nelle mie capacità, ha saputo motivarmi, ma ho dovuto lavorare intensamente per arrivare a ricoprire un ruolo dirigenziale, soprattutto perché siamo in una società dove le donne faticano ancora ad affermarsi ad alti livelli nel mondo del lavoro.
Talvolta la maternità viene vista come un ostacolo alla carriera. Da quando sono diventata mamma di Edoardo, so quanto è importante per una madre essere presente nella vita del proprio figlio per garantire la sua totale sicurezza e il suo benessere.

Il ruolo dell’infettivologia nella pediatria

aderenza ai vaccini L’infettivologia è una disciplina di grande interesse, in particolare per il pediatra di famiglia, perché le patologie che si presentano quotidianamente in ambulatorio sono per lo più di tipo infettivo.

Per quanto riguarda le patologie comuni, il problema di maggior rilevanza è quello relativo alla resistenza batterica. L’antibioticoresistenza ha assunto negli ultimi anni dimensioni importanti ed è un fenomeno in parte legato all’abuso di antibiotici anche nelle infezioni comuni.
Basti pensare che il più delle volte gli accessi al pronto soccorso si traducono nella prescrizione di un antibiotico senza che ve ne sia una reale ragione. A tal proposito, il pediatra ha un ruolo fondamentale nell’educazione dei genitori alla distinzione tra patologia virale e infezione batterica.

È necessario diffondere una corretta informazione e istruire le famiglie ad un corretto uso degli antibiotici. Un altro campo in continua crescita dal punto di vista della ricerca, in movimento e in evoluzione, è quello dei vaccini. In questo senso il pediatra di famiglia riveste un ruolo essenziale nell’aderenza alle vaccinazioni.

Proprio nell’ambito dei vaccini, la ricerca sta focalizzando la sua attenzione sulla relazione tra probiotici e risposta immunitaria. È stato evidenziato lo stretto legame tra microbiota intestinale, sistema immunitario e rischio infettivo. Questa interazione fa sì che l’alterazione della flora intestinale influisca sulla risposta immunitaria, quindi su infezioni e allergie.

Pro e contro le vaccinazioni

susanna esposito dubbi sui vaccini

Quando si parla di vaccini insorgono nei genitori innumerevoli dubbi. C’è chi afferma erroneamente che potrebbe esserci uno stretto rapporto tra vaccini e autismo e talvolta si preferisce non vaccinare affatto.

Occupandomi di malattie infettive conosco i rischi correlati a queste patologie e le vaccinazioni rappresentano sicuramente l’arma migliore per tutelare la salute dei bambini. Tuttavia in una società del benessere, si è portati a dimenticare la malattia, specialmente quelle ritenute appartenute al passato, mentre nella mia giornata professionale ancora oggi mi capita di osservare casi di meningite, esiti permanenti da malattie infettive e pleuropolmoniti gravi. Le vaccinazioni rappresentano sicuramente l’arma migliore per tutelare la salute dei bambini

In Israele il sistema di sorveglianza ha permesso di identificare ceppi di poliovirus circolanti mostrando che malattie eliminate da alcune regioni europee, in caso di abbassamento della copertura vaccinale, possono ripresentarsi nel mondo moderno. Non bisogna dimenticare nemmeno che una patologia come la tubercolosi sta diventando sempre più frequente in età pediatrica e costituisce a livello mondiale la seconda causa di morte dopo l’HIV.

I dati epidemiologici attuali fanno chiaramente percepire i possibili rischi per la popolazione anche riguardo a malattie che non scompaiono in assenza di una adeguata protezione. Il morbillo, ad esempio, è una malattia infettiva molto comune, alla quale sono ancora associati tassi elevati di ricovero: fatto, questo, che desta preoccupazione, se si pensa che il morbillo è una malattia infettiva che può essere prevenuta, anzi eliminata (come è infatti avvenuto in diverse aree geografiche) grazie a un vaccino.

Per ribadire l’importanza e l’efficacia dei vaccini, voglio citare un’esperienza personale. Era il 2004 e mio figlio fu colpito da una grave forma di diarrea da Rotavirus, una patologia largamente diffusa tra i bambini, che comportò il ricovero nel mio reparto. L’episodio accadde mentre mi trovavo fuori per lavoro e appena rientrata decisi di dimettere mio figlio e di curarlo a casa, con enormi difficoltà nella gestione domestica della patologia. Solo il mio orgoglio di medico mi ha impedito di riportarlo in ospedale e ho rimpianto il fatto che, a quell’epoca, ancora non esistesse il vaccino contro il Rotavirus.

L’importanza di una buona comunicazione

Spesso i professionisti della sanità non sono adeguatamente preparati nella comunicazione alle famiglie. Si tende a non parlare più, o a parlare poco, del ruolo che hanno le vaccinazioni come strumento di prevenzione. Una buona comunicazione è invece determinante per far capire quanto i vaccini hanno influito positivamente sulla storia della pediatria comportando un notevole calo delle malattie infettive. Grazie ai vaccini la Storia della pediatria ha visto un notevole calo delle malattie infettive.

Sarebbe opportuno procedere allo stanziamento di risorse, oggi scarse, per la formazione dei diversi operatori coinvolti nelle vaccinazioni così che ci sia uniformità di informazione tra pediatra di famiglia e operatori del centro vaccinale.

Una corretta informazione è il primo passo per evitare di generare confusione e far sì che le mamme non siano più orientate, come invece mi capita non raramente di osservare, alla ricerca di informazioni su siti internet poco accreditati.

waidid logoOccorre cercare di coinvolgere tutti gli attori in un processo di comunicazione integrato che sia in grado di implementare la diffusione capillare di un’informazione corretta e completa, così come è avvenuto nel corso del 1° Congresso WAidid dove io e altri esperti del settore abbiamo avuto modo di raffrontarci con differenti associazioni di pazienti. È stato un momento di formazione molto utile perché, grazie al referente dell’associazione, determinati messaggi di salute sono stati capaci di raggiungere tutti i membri e i pazienti dell’associazione stessa.

L’elenco delle vaccinazioni

Le vaccinazioni di routine nei bambini comprendono:

  • entro il primo anno di vita la vaccinazione esavalente e quella contro il pneumococco;
  • nel secondo anno di vita quella contro morbillo, parotite, rosolia e meningococco C;
  • un richiamo per difterite, tetano, pertosse, polio e morbillo, parotite rosolia a 5 anni e un ulteriore richiamo per difterite, tetano, pertosse a 11 anni.
  • Sempre a 11 anni va eseguita la vaccinazione per il papilloma virus (HPV), di recente introduzione e che protegge dal rischio di tumore della cervice uterina nel momento di inizio dell’attività sessuale.

Il nuovo piano vaccini, non ancora reso operativo, dovrebbe prevedere, in aggiunta alle vaccinazioni base e di routine, quella contro il Rotavirus nelle prime settimane di vita; il vaccino contro il meningococco B, già a partire dal primo anno di vita e la vaccinazione contro la varicella insieme a morbillo, parotite e rosolia; a 11 anni il richiamo per il meningococco ACYW e la vaccinazione contro l’HPV anche nel maschio.
Si tratta di una serie di vaccinazioni preventive, che sebbene non forniscano vantaggi immediati, tutelano la salute futura, senza esporre la persona ad alcun rischio.

I vaccini nei bambini sono una garanzia di un migliore stato di salute e, nell’adulto, di maggiore qualità e allungamento della vita.

Riferimenti:

  • Chiara Romeo, Aderenza ai vaccini e antibioticoresistenza, le sfide del futuro
  • Repubblica Inchiesta, Donne Manager Inchiesta per Repubblica
  • Ottobre 2012, Francesca Cappelli, Donna&Mamma, Intervista a Susanna Esposito
  • Donna in Salute, Pediatria e vaccini